Gli aerei e i mezzi a pedale

Sospeso con cavi d’acciaio domina questa sala un grande aereo di metallo costruito da un abile artigiano per il proprio figlio con i resti di un vero aereo militare italiano: un esempio di riciclaggio e ingegnosità, in cui la fantasia supplisce alla mancanza di mezzi. I primi aerei giocattolo erano in legno e, per farli, occorreva tempo e discreta manualità. Poi alcune ditte realizzarono riproduzioni di aerei in metallo (in Italia la INGAP) e, in seguito, di plastica.
In questa sala sono poi esposti giocattoli come tricicli e monopattini, velocimani e velocipedi da cui trae origine la macchinina a pedali. I tricicli in legno e ferro qui visibili, già in uso a fine ‘800, venivano commissionati da genitori benestanti ai “caradori” (artigiani specializzati nella costruzione di carri) per i propri figli. Le prime auto a pedali per bambini appaiono, come le vere automobili, ad inizio ‘900. Anch’esse sono di produzione artigianale, con telaio metallico, carrozzeria in legno e ruote da “ciclista” a raggi, talora cerchiate in gomma. Con le prime fabbriche specializzate (in Italia la mitica Giordani) si producono modelli abbelliti con ogni tipo di accessorio e migliorie estetiche (parabrezza, parafanghi, targhe, fanali, paraurti, ruote di scorta, sedili imbottiti,…); il metallo sostituisce il legno, mentre colori e decorazioni li vivacizzano. Dagli anni ’60 l’avvento della plastica, del PVC e della fibra di vetro riducono, a scapito della qualità, i costi delle auto a pedali e, di conseguenza, ne aumentano la diffusione fino al loro “pensionamento” con l’arrivo delle moderne auto “elettriche”.