I teatrini e i fumetti

Ecco qui una rassegna ricca di teatrini, burattini e marionette anche di notevole fattura. Il teatro spontaneo è un gioco molto amato dai bambini ed utilizzato come importante elemento educativo da pedagogisti e psicologi per la “drammatizzazione”. Non si può quindi parlare del rapporto bambino/giocattolo senza accennare ai burattini (fantocci senza corpo, da infilarsi come un guanto nella mano) ed alle marionette (complete di tutti gli arti, da muoversi con fili che le tengono in sospensione).
L’origine della marionetta, presente già nell’antichità in Cina, India ed Egitto, si perde nella notte dei tempi. Il burattinaio invece diventa familiare in Europa dal ‘500, legato a maschere teatrali famose come Arlecchino o Pulcinella: fa un lavoro nomade tra corti o piazze di paesi e città per divertire, indifferentemente, grandi e piccoli, siano essi nobili patrizi, borghesi o popolani. Visto il crescente interesse per quest’arte, povera ma affascinante, s’iniziarono a produrre favolosi teatrini artigianali (decorati con cura e corredati di scenari e svariatissimi accessori) per le famiglie agiate ed altri di carta o cartone da vendere a basso prezzo. L’industrializzazione rende questo gioco ancora più economico, diffondendolo tra i bambini delle classi popolari. Ma la grande scoperta dell’elettricità porta importanti cambiamenti nel mondo dello spettacolo infantile e lanterne magiche, cineproiettori ed infine televisione, videocassette e dvd mettono in secondo piano i teatrini.
In questa sala vi è anche un’importante raccolta che ripercorre la storia dei fumetti italiani, dal “Corriere dei Piccoli”, al “Vittorioso” ai personaggi della Nerbini, ai primi “Topolino”.