La Scuola

Eccoci in un’aula scolastica del primo ‘900. Ci sono l’austera maestra, fischietto al collo e bacchetta di legno per le punizioni, l’allievo vestito “alla marinara” con cartella a tracolla, il banco monoposto in legno con piano apribile e calamaio per l’inchiostro della penna e la grande carta geografica. Poi ancora…libri, quaderni, matite, pallottolieri, cestini per la merenda, pagelle e cartelle (una di cartone, l’altra in legno tramandate di padre in figlio) dove i bambini nascondevano le fionde – fatte di pezzi di legno biforcuto con l’elastico alle estremità – per giocare lungo il tragitto casa-scuola. Ci sono anche giochi didattici come i flipper (per imparare in modo piacevole la storia e la geografia), giochi in scatola, il meccano, mini macchine a vapore, giroscopi e, per lo studio della luce, lanterne magiche, ombre cinesi e visori per diapositive. Ormai il gioco, grazie alla “moderna” pedagogia di Froebel e Montessori che vede il bambino portatore di esigenze e peculiarità proprie, è funzionale all’apprendimento. Ecco quindi giocattoli sempre più “impegnativi” per poter offrire al fanciullo l’occasione di sperimentare leggi naturali e fisiche, conoscere e manipolare svariati materiali, verificare le sue potenzialità manuali e rendersi sempre più abile, capace ed autonomo.